martedì 21 febbraio 2012

Ritorno al Sud, con l'amaro in bocca!

Nel mese di Febbraio sono stato due settimane al nord, prima a Milano poi a Bergamo, poi di nuovo a Milano. Per qualche giorno ho abbandonato la classica quotidianità che mi caratterizza tra studio, associazionismo, politica, interessi vari. Mi sono trovato in una realtà nuova, sconosciuta, o meglio descritta più dai pregiudizi che dai fatti. A Milano Centrale ho preso un autobus per andare a casa di mio fratello. Si, un autobus, un mezzo di trasporto pubblico che pagando una minima tariffa ti porta in qualsiasi posto della città di Milano. Magicamente ho aspettato solo due minuti che arrivasse l'autobus alla fermata. Magicamente vicino la pensilina c'era scritto precisamente tra quanti minuti l'autobus sarebbe arrivato. Magicamente l'autobus è arrivato a destinazione in tempi invidiabili. Magicamente non sono stato intrappolato nel traffico. L'unico tempo di attesa era il semaforo. Sono stati i 10 giorni più freddi degli ultimi 20 anni, ed io li ho trascorsi a due passi dalle Alpi. Su Twitter l'amministrazione di Milano invitava a chiamare un numero qualora si vedesse un senzatetto la notte in preda al freddo. Il senzatetto sarebbe stato portato in una sala inutilizzata della stazione centrale e accudito. Pensavo fosse uno scherzo invece era tutto vero. Poi sono stato in un paesino alle porte di Bergamo. Un gioiellino. Manto stradale perfetto, verde curato, strade pulite. Poi è caduta la neve, ma il disagio è durato qualche ora. Il giorno dopo sembrava che la neve non fosse caduta. C'erano solo 10°C (sotto zero). Poi sono ritornato a Milano, il giorno dopo una nevicata notturna. E' bella Milano imbiancata. Solo che sulla carreggiata e sui marciapiedi la neve non c'era. Magicamente. Ogni volta che mi capita di ritornare da una mini-vacanza al nord, torno con l'amaro in bocca. Si, sto nervoso per tutta la giornata. E' brutto dirlo, ma è così. Quello che ho descritto rappresenta minimamente quello che ho visto. Torno a casa felice, ma nervoso. E il tutto si traduce in una riflessione: "Ma italiani siamo noi meridionali e italiani sono i milanesi. Perchè loro stanno meglio di noi?" "Perchè loro hanno tutti i servizi?" "Perchè a Milano la presenza dello stato si avverte in ogni cosa?" Ma io sono "piccolo", non posso sapere cosa cavolo è successo negli ultimi 150 anni. Vivo in una realtà "provinciale". Questo è il mio difetto? Vuol dire che mi consolo con il "calore" delle persone.